Tempi duri per Second life
Prima dell’avvento di Facebook, Second life era considerato il futuro: tutti immaginavano di poter vivere in un mondo fatto di tanti pixel e privo delle insoddisfazioni presenti nella vita reale. A giudicare da cosa sta passando in questo periodo la Linden Lab (società che detiene i diritti della “seconda vita”) le previsioni si sono rivelate altamente errate.
La Linden Lab per far quadrare i conti è dovuta ricorrere a un taglio del personale del 30% (ora a lavorare nella società si trovano “solo” 330 persone), è stata costretta a ridurre gli sprechi e soprattutto a trovare nuove soluzioni per riconquistare gli utenti. I responsabili di Second life, infatti, hanno annunciato che non sarà più necessario installare il software per accedere al mondo virtuale, ma si potrà vivere ugualmente l’esperienza di avere un avatar solo grazie all’utilizzo del browser. L’idea dell’eliminazione del software è stata pensata per favorire in tempi rapidi la connessione tra i navigatori e Second life, proprio come avviene oggi nella stragrande maggioranza dei social network.
Il calo di popolarità di Second life (che nonostante tutto possiede uno zoccolo duro di 1 milione e 400 mila utenti) è da attribuire in primis alla crisi economica, e poi dal dilagare dei tanti social network sparsi per la rete.
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