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	<title>Le news del web sul web! &#187; film</title>
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	<description>News sempre aggiornate sul mondo di Internet</description>
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		<title>Film, cd e videogames: più vengono ‘googolati’ più verranno venduti</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 10:33:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marziano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È il popolo di Internet a decretare il successo di un film, un libro o un brano musicale. A stabilirlo è una ricerca condotta da Pnas nella quale sono state analizzate le ricerche sul web per 119 film, 106 giochi e 319 canzoni tra il 2008 e il 2009, per cercare una correlazione tra il numero di richieste ai motori di ricerca e l&#8217;effettivo andamento nelle vendite. Il risultato e&#8217; un collegamento tra ricerche e vendite per film e giochi.
Questo vuol dire che, contrariamente a quello che professano case discografiche ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/pc-450x308.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1663" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/pc-450x308.jpg" alt="" width="220" /></a>È il popolo di <strong>Internet </strong>a decretare il successo di un film, un libro o un brano musicale. A stabilirlo è una ricerca condotta da <strong>Pnas</strong> nella quale sono state analizzate le ricerche sul web per <strong>119 film</strong>, <strong>106 giochi</strong> e <strong>319 canzoni</strong> tra il 2008 e il 2009, per cercare una correlazione tra il numero di richieste ai motori di ricerca e l&#8217;effettivo andamento nelle vendite. Il risultato e&#8217; un collegamento tra ricerche e vendite per film e giochi.<br />
Questo vuol dire che, contrariamente a quello che professano case discografiche e affini, in realtà a comprare canzoni e dischi sono proprio gli utenti della rete.<br />
Accade che l’utente faccia delle ricerche sul <strong>web</strong> per carpire il maggior numero di informazioni sul prodotto (film, libri, videogiochi, cd, poco importa quale sia l’oggetto da ricercare) può anche capitare che scarichi l’oggetto delle sue ricerche, infine per premiarlo lo compra secondo la tradizione: acquista il dvd, il cd o il videogames che lo ha soddisfatto.<br />
Questo vuol dire che  le ricerche effettuate sui search engine siano inversamente  proporzionali al successo di vendite. In pratica i motori di ricerca possono essere considerate delle palle di cristallo che sanno predire l’andamento di un <strong>prodotto multimediale</strong>.</p>
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		<title>I social network la fanno da padrone anche nel Nord America</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 15:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marziano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa vi parlavamo di una ricerca effettuata su un campione di italiani con lo scopo di verificare quanto si siano evoluti i “consumi” di quotidiani online e social network dal 2007 a oggi, da questo è emerso che Facebook e la carta stampata in pixel sono diffusi più che mai nella nostra penisola.
Sulla stessa scia dello studio italiano è il recente sondaggio realizzato dalla Nielsen, oggetto dell’analisi sono i nordamericani: come spendono il loro tempo su Internet? Al primo posto non posso non mancare gli onnipresenti aggregatori sociali ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/socialnetwork_post.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1427" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/socialnetwork_post.jpg" alt="" width="220" /></a>Qualche giorno fa vi parlavamo di una ricerca effettuata su un campione di italiani con lo scopo di verificare quanto si siano evoluti i “consumi” di quotidiani online e social network dal 2007 a oggi, da questo è emerso che <strong>Facebook</strong> e la carta stampata in pixel sono diffusi più che mai nella nostra penisola.<br />
Sulla stessa scia dello studio italiano è il recente sondaggio realizzato dalla <strong>Nielsen</strong>, oggetto dell’analisi sono i nordamericani: come spendono il loro tempo su Internet? Al primo posto non posso non mancare gli onnipresenti <strong>aggregatori sociali</strong> che raggiungono il <strong>22,7%</strong> (nella rilevazione del 2009 raggiungevano il 15,8%), medaglia d’argento per i <strong>giochi online</strong> con il 10,2% (segnando un più 1% rispetto allo scorso anno), terza posizione per le e-mail con l’8,3% (nel 2009 segnavano l’11,5%). Per quanto riguarda la posizione numero quattro e quella numero cinque è conquistata rispettivamente dai portali in generale (4,4%) e dagli instant messaging (4%).<br />
Controllando le altre posizioni si può notare che guardare <strong>film o video online</strong> conquista il 3,9 percento della popolazione del Nord America (erano 3,5% nel 2009), i <strong>search engine</strong> conquistano il 3,5% (subendo una lievissima flessione dello 0,1%) mentre l’utilizzo dei software in generale arriva al 3,3%.</p>
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		<title>16 miliardi di minuti spesi ogni giorno su Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 15:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marziano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa Mark Zuckerberg aveva annunciato che di qui a poco Facebook avrebbe conquistato paesi per ora inespugnabili come Giappone e Russia (dove il social network non ha per niente fatto breccia nei cuori degli internauti), con lo scopo di far arrivare a quota 1 milione gli iscritti. Tranquilli, questa previsione non è ancora avvenuta anche se di recente il social network più famoso al mondo ha raggiunto i 600 milioni di account (erano 500 milioni solo qualche mese fa), ma quello che Zuckerberg non ha previsto è il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/facebook13.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1257" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/facebook13.jpg" alt="" width="220" /></a>Qualche tempo fa <strong>Mark Zuckerberg </strong>aveva annunciato che di qui a poco <strong>Facebook </strong>avrebbe conquistato paesi per ora inespugnabili come <strong>Giappone e Russia</strong> (dove il social network non ha per niente fatto breccia nei cuori degli internauti), con lo scopo di far arrivare a quota 1 milione gli iscritti. Tranquilli, questa previsione non è ancora avvenuta anche se di recente il social network più famoso al mondo ha raggiunto i <strong>600 milioni di account</strong> (erano 500 milioni solo qualche mese fa), ma quello che Zuckerberg non ha previsto è il tempo di connessione speso dai propri utenti sul sito che, a giudicare dalla storia di Internet, è da guinnes dei primati.   <br />
Il tempo che gli utenti passano sulla piattaforma di microblogging “in blu” è in totale di <strong>16 miliardi</strong> di minuti al giorno: l’equivalente di circa 30 mila anni. Questo primato dell’ultima ora è dovuto alle numerose attrazioni presenti in Facebook: applicazioni, pagine da visitare, foto da taggare, amici con cui parlare, “costringono” l’utente a non disconnettersi al social network.<br />
Cosa accadrà quando approderà nelle sale <strong>The Social Network</strong>, il nuovo film di <strong>David Fincher</strong> dedicato interamente alla creatura nata dalla mente di Mark Zuckerberg? Scommettiamo che aumenteranno sia gli utenti che il tempo speso all’interno della piattaforma? </p>
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		<title>Cresce il successo della tv online</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 10:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marziano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per guardare la tv non si utilizza più il telecomando ma il mouse, questo è quanto emerge dai dati diffusi da Pew Internet &#38; American Life Project. La percentuale degli adulti che guarda la televisione in streaming sale al 52 per cento, in particolare si preferisce guardare commedie (si è passati dal 31 per cento nel 2007 al 50 per cento attuale), documentari (dal 22 al 38 per cento), film o spettacoli televisivi (dal 16 al 32 per cento), video politici (dal 15 per cento al 30). Tutte queste percentuali ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/free_internet_tv_player_lite_audio___multimedia_other-13409.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1236" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/free_internet_tv_player_lite_audio___multimedia_other-13409.jpg" alt="" width="220" /></a>Per guardare la tv non si utilizza più il telecomando ma il mouse, questo è quanto emerge dai dati diffusi da <strong>Pew Internet &amp; American Life Project</strong>. La percentuale degli adulti che guarda la televisione in streaming sale al 52 per cento, in particolare si preferisce guardare <strong>commedie </strong>(si è passati dal 31 per cento nel 2007 al 50 per cento attuale), <strong>documentari</strong> (dal 22 al 38 per cento), <strong>film o spettacoli televisivi</strong> (dal 16 al 32 per cento), <strong>video politici</strong> (dal 15 per cento al 30). Tutte queste percentuali sono state ricavate studiando i comportamenti degli adulti americani dotati di un collegamento a<strong> Internet</strong> flat.<br />
L’istituto di ricerca ha affermato che i motivi di questo incredibile successo della tv online sono da attribuire ai social network, i quali sono i maggiori responsabili della diffusione di link e video (è come se si venisse invogliati ancor di più a guardare quanto postato nella bacheca dal nostro amico virtuale). Cresce anche la percentuale di coloro che caricano contenuti sul web, secondo Pew Internet &amp; American Life Project attualmente la quota di uploaders di <strong>video </strong>si attesta al 14 per cento dei naviganti adulti americani, quasi il doppio rispetto a due anni fa (il dato si attestava all’8 per cento).</p>
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		<title>Spagna: il file sharing non è così illegale</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 11:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marziano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;È da tempi antichi che esiste il prestito o la vendita di libri, film, musica e molto altro la differenza ora consiste principalmente nel mezzo utilizzato: in precedenza c&#8217;erano la carta o i mezzi analogici e ora tutto è in formato digitale, la qual cosa permette uno scambio molto più veloce e di maggiore qualità raggiungendo ogni parte del mondo grazie a Internet&#8221;. Così i giudici spagnoli si sono espressi a favore del sito CVCDGO.com. La storia risale al 2005 quando la Columbia accusò il portale di diffusione di materiale ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><em><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/emule1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1120" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/emule1.jpg" alt="" width="220" /></a>&#8220;È da tempi antichi che esiste il prestito o la vendita di libri, film, musica e molto altro la differenza ora consiste principalmente nel mezzo utilizzato: in precedenza c&#8217;erano la carta o i mezzi analogici e ora tutto è in formato digitale, la qual cosa permette uno scambio molto più veloce e di maggiore qualità raggiungendo ogni parte del mondo grazie a Internet&#8221;.</em> Così i giudici spagnoli si sono espressi a favore del sito CVCDGO.com. La storia risale al 2005 quando la <strong>Columbia </strong>accusò il portale di diffusione di materiale protetto dal diritto d’autore. All’interno di esso ogni giorno erano più di <strong>11 milioni</strong> di persone ad “attingere” in modo gratuito a tanti file protetti dal diritto d’autore.<br />
Da come avete potuto leggere all’inizio, la storia si è conclusa nel migliore dei modi per i gestori del sito. Dopo 5 anni di <strong>battaglie legali</strong> il <strong>CVCDGO</strong> è stato scagionato dalle accuse, in quanto la diffusione dei contenuti digitali attraverso il <strong>file sharing</strong> è un&#8217;attività perfettamente legittima e legale. Secondo i giudici l’attività di file sharing equivale allo scambio di oggetti che si fa con un proprio amico, con la semplice variante di non aver nessun contatto diretto con il proprio conoscente.</p>
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		<title>Lo stato della pornografia su Internet secondo Online MBA</title>
		<link>http://www.newsdelweb.net/lo-stato-della-pornografia-su-internet-secondo-online-mba/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 15:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marziano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È tempo di tirare le somme sullo stato della pornografia su Internet. A raccogliere i dati inerenti ai contenuti a luci rosse sulla rete ci ha pensato Online MBA.
Dalla ricerca condotta dal portale emerge che il 12% dei siti presenti sul web ha un contenuto a luci rosse, ogni secondo vengono spesi più di 3 milioni di dollari per l’acquisto di materiale di questo tipo, mentre sono 28 mila le persone che ogni secondo fanno visita a un sito pornografico.
Online MBA individua anche il consumatore medio di pornografia su Internet: ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/sesso.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1096" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/sesso.jpg" alt="" width="220" /></a>È tempo di tirare le somme sullo stato della pornografia su Internet. A raccogliere i dati inerenti ai contenuti a luci rosse sulla rete ci ha pensato <strong>Online MBA</strong>.<br />
Dalla ricerca condotta dal portale emerge che il <strong>12%</strong> dei siti presenti sul web ha un contenuto a luci rosse, ogni secondo vengono spesi più di 3 milioni di dollari per l’acquisto di materiale di questo tipo, mentre sono 28 mila le persone che ogni secondo fanno visita a un sito pornografico.<br />
Online MBA individua anche il consumatore medio di pornografia su Internet: si tratta di un individuo di sesso maschile sui <strong>18-24 anni</strong>. Le donne invece sono in minoranza, secondo la ricerca un individuo di sesso femminile su 3 visita siti porno.<br />
Il 25% delle ricerche che vengono effettuate sugli <strong>Internet search</strong> riguarda contenuti hard core; in pratica, tirando le somme, 68 milioni di ricerche ogni giorno hanno a che vedere con la pornografia. La conseguenza di queste ricerche ha a che vedere con il download di materiale a luci rosse: Online MBA ha calcolato che il 35% dei <strong>download</strong> globali ha come contenuto film, brevi filmati o fotografie porno.<br />
Se vi state chiedendo qual è il giorno in cui i siti a luci rosse impennano le visite, possiamo dirvi che non è il giorno di <strong>San Valentino</strong> ma il giorno del ringraziamento. Un modo come un altro per digerire meglio il tacchino.  </p>
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		<title>Gianpaolo Letta: “In Italia contro la pirateria sono necessarie misure repressive severe”</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 13:15:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gianpaolo Letta intervistato da Cinemonitor ha fatto sapere la propria opinione riguardo la pirateria online. Il Vice Presidente e Amministratore Delegato di Medusa Film ha parlato prima di tutto delle dichiarazioni del ministro Maroni, spiegando che si trattava di una provocazione: Quella del Ministro Maroni che si è dichiarato uno scaricatore abituale è una provocazione forte che serve a portare all’attenzione dell’opinione pubblica il problema e a stimolare idee, riflessioni e iniziative sull’argomento. Non è assolutamente vero che lo streaming sia legale. In questo caso non è responsabile il singolo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/Giampaolo-Letta.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1049" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/Giampaolo-Letta.jpg" alt="" width="220" /></a>Gianpaolo Letta</strong> intervistato da Cinemonitor ha fatto sapere la propria opinione riguardo la pirateria online. Il Vice Presidente e Amministratore Delegato di <strong>Medusa Film</strong> ha parlato prima di tutto delle dichiarazioni del ministro Maroni, spiegando che si trattava di una provocazione: <em>Quella del Ministro Maroni che si è dichiarato uno scaricatore abituale è una provocazione forte che serve a portare all’attenzione dell’opinione pubblica il problema e a stimolare idee, riflessioni e iniziative sull’argomento. Non è assolutamente vero che lo streaming sia legale. In questo caso non è responsabile il singolo utente, ma chi immette sulla rete, illegalmente, il contenuto protetto da <strong>copyright</strong>.<br />
</em>Letta ha anche lanciato un monito contro la <strong>pirateria</strong>, affermando che per arginare il fenomeno servono dei provvedimenti seri e concreti: <em>In Italia contro la pirateria sono necessarie misure repressive severe </em>– Ha affermato il Vice Presidente e Amministratore Delegato di Medusa Film -<em> Nessuna iniziativa per modificare la legislazione corrente sulla pirateria è stata ancora intrapresa dal governo anche se sono a conoscenza, partecipando come membro dell’<strong>ANICA</strong> al tavolo tecnico sulla pirateria presso la Presidenza del Consiglio, che si stanno studiando e valutando le diverse normative europee e mondiali. Sono convinto che per contrastare la pirateria non bastino misure legislative coercitive; parallelamente bisogna realizzare un’offerta legale, a pagamento, attraverso gli strumenti tecnologici disponibili in rete.</em></p>
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		<title>Moovioole: il cineforum su sposta sulla rete</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 07:02:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marziano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dimenticate il vecchio ma pur sempre affascinante cineforum, dimenticate anche i vecchi proiettori e le quasi risse tra i partecipanti. L’ultima novità proveniente dalla rete è Moovioole, il primo cineforum virtuale. Il funzionamento è il medesimo del cineforum tradizionale ma tutto sarà spostato attraverso la rete: dalla proiezione  del film (o per meglio dire dallo streaming) al dibattito del dopo pellicola.



Ha parlare di Moviooole è Pasquale Luisi creatore dle sito: “Moovioole è un centro di distribuzione gratuito di opere on line. È un progetto nato per dare possibilità ai registi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/Immagine.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-572 alignleft" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/Immagine.jpg" alt="" width="220" /></a>Dimenticate il vecchio ma pur sempre affascinante <strong>cineforum</strong>, dimenticate anche i vecchi proiettori e le quasi risse tra i partecipanti. L’ultima novità proveniente dalla rete è<strong> Moovioole</strong>, il primo cineforum virtuale. Il funzionamento è il medesimo del cineforum tradizionale ma tutto sarà spostato attraverso la rete: dalla proiezione  del film (o per meglio dire dallo streaming) al dibattito del dopo pellicola.</p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p style="text-align: justify;">Ha parlare di Moviooole è <strong>Pasquale Luisi</strong> creatore dle sito: <em>“Moovioole è un centro di distribuzione gratuito di opere on line. È un progetto nato per dare possibilità ai registi di poter presentare i propri lavori senza dovere passare dalla trafila della distribuzione. Da un lato è una vetrina dall’altro è una cineteca elettronica con un palinsesto che si aggiorna ogni giorno con i lavori che arrivano. È un progetto no-profit, ma siamo aperti a sponsorizzazioni e partnership per coprire le spese”.</em><br />
Le opere sono fruibili sia in versione streaming (da vedere in qualunque momento e per quanto tempo si vuole) sia in versione “cineforum”, quando i film sono proiettati in diretta e solo nell’orario prestabilito (il <strong>lunedì dalle 21 alle 23</strong>); dopo la proiezione dell’opera seguirà il dibattito con il <strong>regista del film</strong>, tutto ovviamente e rigorosamente ‘online’.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scaricare musica e film senza programmi p2p si può</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 07:17:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marziano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software e P2P]]></category>
		<category><![CDATA[download]]></category>
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		<description><![CDATA[Verrebbe da dire che le vie dei pirati informatici sono infinite.  Infatti è stato lanciato un nuovo sito che consente agli utenti di scaricare qualunque tipo di file (musica, film, libri, programmi) senza bisogno di scaricare software peer to peer oppure l’utilizzo di programmi  come Rapidshare, Megaupload, Duckland e Hotfile.



Furk.net, questo è il nome del sito che permetterà semplicemente attraverso il proprio browser, di scaricare file di qualunque tipo (tutti ovviamente pirata).
Il sito in questione è semplice e intuitivo, basterà digitare il nome del brano, del film o del libro ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/p2p.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-508 alignleft" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/p2p.jpg" alt="" width="220" /></a>Verrebbe da dire che le vie dei pirati informatici sono infinite.  Infatti è stato lanciato un nuovo sito che consente agli utenti di scaricare qualunque tipo di file (musica, film, libri, programmi) senza bisogno di scaricare software peer to peer oppure l’utilizzo di programmi  come<strong> Rapidshare, Megaupload, Duckland</strong> e<strong> Hotfile</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p style="text-align: justify;">Furk.net, questo è il nome del sito che permetterà semplicemente attraverso il proprio <strong>browser</strong>, di scaricare file di qualunque tipo (tutti ovviamente pirata).<br />
Il sito in questione è semplice e intuitivo, basterà digitare il nome del brano, del film o del libro da scaricare per poter entrare in possesso della copia “piratata” del file cliccando su <strong>“download”.</strong> È presente una lieve differenza di velocità quando si sceglie di scaricare materiale legale, infatti con quest’ultimo si raggiungeranno facilmente kilobyte che raramente si raggiungerebbero con i files pirata.<br />
Tra i servizi offerti con <strong>Furk.net</strong> vi è anche un abbonamento che permetterà di avere maggiore banda, maggiore velocità e l’eliminazione dell’attesa tra un download e l’altro.<br />
Mettendo a confronto i consueti programmi peer to peer con <strong>Furk.net</strong> si potrebbe pensare che i primi cominciano ad essere un po’ desueti. Scaricare film, musica e quant’altro dal proprio browser sarà il futuro dei pirati informatici?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Torrent: l’1% è legale</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 17:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software e P2P]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[pirateria]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
		<category><![CDATA[torrent]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una recente ricerca ha fatto emergere che solo l’1% del materiale contenuto all’interno dei file torrent è legale, il restante 99 per cento è materiale protetto da copyright (che teoricamente non potrebbe circolare liberamente). Possiamo affermare che lo studio in questione ha fatto la scoperta dell’acqua calda: nulla di nuovo se la stragrande maggioranza dei file torrent contiene copie pirata di film, libri, musica e giochi; quello che maggiormente fa riflettere è l’utilizzo originario con cui era stato progettato BitTorrent. Infatti il protocollo in questione, secondo l’intento dei creatori, aveva ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/torrent.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-201" title="torrent" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/torrent.jpg" alt="" width="220" /></a>Una recente ricerca ha fatto emergere che solo l’<strong>1% </strong>del materiale contenuto all’interno dei file <strong>torrent</strong> è legale, il restante 99 per cento è materiale protetto da copyright (che teoricamente non potrebbe circolare liberamente). Possiamo affermare che lo studio in questione ha fatto la scoperta dell’acqua calda: nulla di nuovo se la stragrande maggioranza dei file torrent contiene copie pirata di film, libri, musica e giochi; quello che maggiormente fa riflettere è l’utilizzo originario con cui era stato progettato <strong>BitTorrent</strong>. Infatti il protocollo in questione, secondo l’intento dei creatori, aveva il compito di aiutare gli utenti nella condivisione di file legali di grandi dimensioni. Le cose nel corso del tempo hanno  preso una piega decisamente diversa.</p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p style="text-align: justify;">I file Torrent presi casualmente in esame sono stati <strong>1021</strong>: ne emerso che <strong>1011 </strong>di questi aveva in se materiale protetto dal diritto d’autore; mentre soltanto 10 files avevano come contenuto materiale tranquillamente scambiabile, quindi legale.<br />
I file torrent con contenuto pirata erano così composti: il 46 per cento composto da <strong>film, telefilm</strong> e  programmi televisivi; il 14 per cento era da <strong>materiale pornografico</strong>; il 14 da <strong>videogames e software</strong>; la <strong>musica </strong>dal 10 per cento; i libri dall’ 1 e le immagini sempre dall’1 per cento; il restante 14 da materiale di vario genere.</p>
]]></content:encoded>
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