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	<title>Le news del web sul web! &#187; emule</title>
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	<description>News sempre aggiornate sul mondo di Internet</description>
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		<title>Megavideo VS eMule: 1 &#8211; 0</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 15:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marziano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi l’avrebbe mai detto, eMule uno dei software p2p più diffusi e utilizzati al mondo sta perdendo colpi. Le cause non sono da imputare né al fatto che l’icona raffigurante il muletto non fa più simpatia né ad una improvvisa, quanto inaspettata conversione da parte degli utenti a quelle che sono le leggi vigenti sul copyright. Secondo una recente ricerca, eMule, ha subito un forte calo di utenti a partire dal gennaio 2010; stessa cosa si può dire della piattaforma Emule Island, il sito di supporto al software ha visto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/emule2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1311" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/emule2.jpg" alt="" width="220" /></a>Chi l’avrebbe mai detto, <strong>eMule</strong> uno dei software <strong>p2p</strong> più diffusi e utilizzati al mondo sta perdendo colpi. Le cause non sono da imputare né al fatto che l’icona raffigurante il muletto non fa più simpatia né ad una improvvisa, quanto inaspettata conversione da parte degli utenti a quelle che sono le leggi vigenti sul <strong>copyright</strong>. Secondo una recente ricerca, eMule, ha subito un forte calo di utenti a partire dal gennaio 2010; stessa cosa si può dire della piattaforma <strong>Emule Island</strong>, il sito di supporto al software ha visto ridurre il suo traffico di circa un terzo (sempre tenendo presente i dati raccolti a partire dall’inizio dell’anno).<br />
Quali sono i motivi di tutto questo disinteressamento a eMule? MegaVideo, questo il nome dell’antagonista dal muletto. Il famoso streaming video, casualità, proprio a partire da gennaio 2010 a iniziato la sua corsa al successo (non che prima fosse sconosciuto, ma di certo si può dire che ha visto sempre di più utenti apprezzare le sue funzioni), tanto che adesso sono oltre 5 i milioni di visitatori giornalieri.<br />
Perché gli utenti preferiscono <strong>Megavideo</strong> a <strong>eMule</strong>? Le ragioni sono tante, in primis c’è sicuramente la facilità di accesso ai contenuti e la possibilità di avere film e musica sempre “freschi”.</p>
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		<title>La Paramount Pictures contro i siti di file hosting</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 15:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marziano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo la Paramount Pictures i nemici dell’industria dell’intrattenimento non sarebbero più i programmi p2p ma i siti di file hosting come Megaupload, Rapidshare e Hotfile. Per la casa di produzione cinematografica i vari eMule, Bittorent, Limewire, Gnutella e così via non sarebbero più i maggiori responsabili della pirateria online, in quanto le piattaforme di tipo cyberlocker offrono con maggiore rapidità qualunque tipo di materiale cinematografico, musicale e televisivo protetto dal diritto d’autore, senza la necessità di installare nessun software e con rischi minori di incappare in virus e trojan.
La Paramount ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/rapidshare2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1232" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/rapidshare2.jpg" alt="" width="220" /></a>Secondo la <strong>Paramount Pictures</strong> i nemici dell’industria dell’intrattenimento non sarebbero più i programmi p2p ma i siti di file hosting come <strong>Megaupload, Rapidshare e Hotfile</strong>. Per la casa di produzione cinematografica i vari eMule, Bittorent, Limewire, Gnutella e così via non sarebbero più i maggiori responsabili della pirateria online, in quanto le piattaforme di tipo cyberlocker offrono con maggiore rapidità qualunque tipo di materiale cinematografico, musicale e televisivo protetto dal diritto d’autore, senza la necessità di installare nessun software e con rischi minori di incappare in <strong>virus e trojan</strong>.<br />
La Paramount demonizza i siti di file hosting non solo per l’impressionante velocità con cui diffondono i prodotti audio televisivi, ma anche perché difficilmente è possibile bloccare queste nuove modalità di download. <strong>Fredrick Huntsberry,</strong> Chief Operating Officer della Paramount Pictures, ha spiegato che anche se si prova a chiudere il link contente il file ci sarà sicuramente qualche altro utente pronto a mettere in rete lo stesso file, il quale era stato eliminato solo qualche istante prima. Fredrick Huntsberry ha proseguito aggiungendo che:<strong> </strong><em>I servizi di archivio remoto rappresentano oggi il principale strumento con il quale gli utenti utilizzano materiale pirata. Ironicamente a volte questi siti sono migliori di quelli legittimi.</em></p>
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		<title>Pirateria informatica: l’Italia tocca il 49%</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 10:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marziano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Campagne di sensibilizzazione, appelli di cantanti e quanto altro ancora è servito poco o nulla a fermare il fenomeno della pirateria online.
La Idc ha condotto una ricerca sulla pirateria nel mondo, portata a termine per conto della Business Software Alliance (una sorta di club per tutti i produttori di software). I dati inerenti al nostro paese parlano chiaro: un aumento non esponenziale dal punto di vista percentuale, infatti si è passati dal 48% del 2008 al 49% del 2009, ma parecchio rilevante se si controlla nello specifico gli euro persi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/pirateria_informatica.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-955" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/pirateria_informatica.jpg" alt="" width="220" /></a>Campagne di sensibilizzazione, appelli di cantanti e quanto altro ancora è servito poco o nulla a fermare il fenomeno della <strong>pirateria online</strong>.<br />
La<strong> Idc</strong> ha condotto una ricerca sulla pirateria nel mondo, portata a termine per conto della Business Software Alliance (una sorta di club per tutti i produttori di software). I dati inerenti al nostro paese parlano chiaro: un aumento non esponenziale dal punto di vista percentuale, infatti si è passati dal 48% del 2008 al 49% del 2009, ma parecchio rilevante se si controlla nello specifico gli euro persi da case discografiche e musicali. Infatti le perdite ammontano a 1,209 miliardi di euro.<br />
La ricerca ha preso in esame 111 paesi, 19 di questi hanno subito una aumento della percentuale della pirateria informatica, 54 invece hanno visto diminuire i crimini legati al download di materiale protetto da copyright.<br />
I paesi amici (per così dire) dei vari <strong>Emule e Bittorent</strong> sono: il Brasile, la Cina, l’India, il Bangladesh e lo Zimbabwe. A livello globale i paesi che si fanno notare per la loro legalità sono, Usa (con il 20%) Lussemburgo (21%) e Giappone (21%).<br />
Sul versante europeo l’<strong>Italia</strong> si trova al secondo posto (a pari merito con l’Islanda) nella classifica dei paesi con che utilizzano maggiormente programmi p2p.</p>
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		<title>Spagna: lo scambio di link pirata non è reato</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 08:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marziano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa il sito spagnolo elrincondejesus.com era stato accusato di scambio illegale di materiale protetto dal diritto d’autore. Il sito conteneva al suo interno un numero cospicuo di link a file torrent ed Emule con l’aggiunta di altro materiale che poteva liberamente circolare nella rete. La sentenza è arrivata in questi giorni: il tribunale spagnolo ha assolto elrincondejesus.com sia in primo che in secondo grado dall’accusa di violazione delle leggi sul diritto d’autore.



Il titolare del sito, già in primo grado, aveva dimostrato che elrincondejesus.com non ospitava alcun banner pubblicitario, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/emule_1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-626 alignleft" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/emule_1.jpg" alt="" width="220" /></a>Qualche tempo fa il sito spagnolo <strong>elrincondejesus.com</strong> era stato accusato di scambio illegale di materiale protetto dal diritto d’autore. Il sito conteneva al suo interno un numero cospicuo di link a file <strong>torrent</strong> ed <strong>Emule</strong> con l’aggiunta di altro materiale che poteva liberamente circolare nella rete. La sentenza è arrivata in questi giorni: il tribunale spagnolo ha assolto elrincondejesus.com sia <strong>in primo che in secondo grado</strong> dall’accusa di violazione delle leggi sul <strong>diritto d’autore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p style="text-align: justify;">Il titolare del sito, già in primo grado, aveva dimostrato che elrincondejesus.com non ospitava alcun banner pubblicitario, quindi non era a scopo di lucro e di conseguenza non ricavava alcun profitto dalla diffusione di questi link. Inoltre il proprietario aveva anche fatto notare come tutti i collegamenti ai file torrent e Emule erano già presenti nel web, raggiungibili mediante qualunque motore di ricerca.<br />
I giudici hanno pienamente accolto quanto riferito dal proprietario del dominio e aggiunto che nel momento in cui non c’è un riscontro economico nella diffusione di link che fanno riferimento a file coperti dal diritto d’autore, non c’è reato.<br />
Insomma, la sentenza segna un punto a favore dei pirati informatici e della libera circolazione dei file con il copyright. Pronti a trasferirvi in <strong>Spagna</strong>?</p>
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		<title>L’uso del p2p negli Usa cala del 25%</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 14:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marziano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa era stata diffusa la notizia di un calo dell’utilizzo dei programmi peer to peer in Italia. Ora, secondo uno studio diffuso da Russ Crupnick di NPD Group, il calo dei vari eMule, BitTorrent e Limewire ha preso piede anche negli Stati Uniti.



I sistemi di file saring, nel paese a stelle e strisce, sono diminuiti del 25% rispetto alle rilevazioni effettuate nel 2010; le cause di questo sensibile abbandono da parte degli utenti è dovuto principalmente a quattro ragioni: la prima riguarda una sorta di saturazione/soddisfazione degli utenti. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/p2p1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-521 alignleft" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/p2p1.jpg" alt="" width="220" /></a>Qualche settimana fa era stata diffusa la notizia di un calo dell’utilizzo dei programmi peer to peer in Italia. Ora, secondo uno studio diffuso da Russ Crupnick di NPD Group, il calo dei vari <strong>eMule, BitTorrent e Limewire</strong> ha preso piede anche negli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p style="text-align: justify;">I sistemi di <strong>file saring,</strong> nel paese a stelle e strisce, sono diminuiti del <strong>25%</strong> rispetto alle rilevazioni effettuate nel 2010; le cause di questo sensibile abbandono da parte degli utenti è dovuto principalmente a quattro ragioni: la prima riguarda una sorta di <strong>saturazione/soddisfazione</strong> degli utenti. In pratica i pirati informatici hanno scaricato talmente tanti file da non aver altro spazio per scaricarne altri o tempo per utilizzare quelli scaricati in precedenza.<br />
La seconda ragione riguarda la consistente diffusione, all’interno dei file piratati, di malware e virus che fanno desistere gli internettiani a utilizzare programmi<strong> p2p</strong>.<br />
La terza ragione è tutta incentrata sulla paura delle conseguenze dei <strong>download pirati</strong>. In molti preferiscono rinunciare a scaricare musica e film per non rischiare di incappare nelle sanzioni vigenti.<br />
La quarta e ultima ragione è sicuramente la più recente, ma anche quella che in poco tempo si è diffusa rapidamente nei computer di tutto il mondo. Si tratta del servizio di condivisione file tramite lo <strong>streaming</strong>, il quale ha permesso di accedere ad una mole infinita di file con tutta facilità e velocità.</p>
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		<title>Emule: 5 milioni di italiani lo utilizzano</title>
		<link>http://www.newsdelweb.net/emule-5-milioni-di-italiani-lo-utilizzano/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 11:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È il software peer to peer più simpatico del web, grazie allo strampalato e famosissimo logo che raffigura un mulo intento a fare la linguaccia. Non ci vuole tanto per capire che stiamo parlando di Emule, il programma di condivisione file sviluppato in linguaggio di programmazione C++ per il sistema operativo Windows.



Secondo un recente sondaggio condotto da Audiweb-Doxa emerge che gli italiani non solo reputano il “muletto” un software di condivisione file simpatico, ma anche indispensabile. L’indagine ha rivelato che gli italiani sono sempre un popolo di popolo di santi, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/emule.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-490" title="emule" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/emule.jpg" alt="" width="220" /></a>È il software <strong>peer to peer</strong> più simpatico del web, grazie allo strampalato e famosissimo logo che raffigura un mulo intento a fare la linguaccia. Non ci vuole tanto per capire che stiamo parlando di <strong>Emule</strong>, il programma di condivisione file sviluppato in linguaggio di programmazione <strong>C++</strong> per il sistema operativo <strong>Windows</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un recente sondaggio condotto da <strong>Audiweb</strong><strong>-</strong><strong>Doxa</strong> emerge che gli italiani non solo reputano il “muletto” un software di condivisione file simpatico, ma anche indispensabile. L’indagine ha rivelato che gli italiani sono sempre un popolo di popolo di santi, poeti, navigatori e pirati informatici; infatti sono ben <strong>5 milioni</strong> gli utenti che utilizzano Emule.<br />
Al’interno del famoso programma di condivisione file, la fanno da padrone i materiali protetti dal diritto d’autore (che di conseguenza non potrebbero circolare), sono solo il <strong>5%</strong> i file legali che possono circolare liberamente nel web; il restante 95% è costituito da musica, film e quant’altro. Al primo posto dei file più scaricati da Emule si piazzano i brani musicali, seguiti al secondo posto dai film e al terzo dai software craccati, al quarto posto si trovano videogames per e di qualunque consolle messa in commercio, mentre guadagnano sempre più terreno in quinta posizione gli e-Book.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Office 2010: già disponibile per chi utilizza i P2P</title>
		<link>http://www.newsdelweb.net/office-2010-gia-disponibile-per-chi-utilizza-i-p2p/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 16:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Film, musica e libri. All’interno dei programmi di condivisione file si può trovare davvero di tutto, anche delle chicche imperdibili, se non esclusive. Nulla di strano, quindi, se un frequentatore dei p2p in queste ultime ore si sia imbattuto in un file con la dicitura “Microsoft Office 2010”. Non si tratta di uno scherzo ma della nuovissima versione del software di produttività personale; messo in rete, o meglio rubato,  da alcuni pirati informatici che hanno in quattro e quatr’otto caricato il software zippato all’interno dei più diffusi programmi di condivisione ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/microsoft-office2010.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-439" title="microsoft-office2010" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/microsoft-office2010.jpg" alt="" width="220" /></a>Film, musica e libri. All’interno dei programmi di condivisione file si può trovare davvero di tutto, anche delle chicche imperdibili, se non esclusive. Nulla di strano, quindi, se un frequentatore dei <strong>p2p</strong> in queste ultime ore si sia imbattuto in un file con la dicitura <strong>“Microsoft Office 2010”</strong>. Non si tratta di uno scherzo ma della nuovissima versione del software di produttività personale; messo in rete, o meglio rubato,  da alcuni pirati informatici che hanno in quattro e quatr’otto caricato il software zippato all’interno dei più diffusi programmi di condivisione file come <strong>Emule, BitTorrent, </strong><strong>eDonkey 2000</strong><strong> e </strong><strong>Shareaza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, i ladri telematici, hanno manomesso il software rubato di Microsoft Office 2010 includendo al suo interno un <strong>crack</strong> costituito da due file:  tokens.dat e il pkeyconfig-office.xrm, estrapolati da una vecchia versione Beta di Office 2010 nella quale era stato inserito un codice di attivazione.<br />
Ma l’inventiva dei pirati informatici non è finita qui: hanno completato l’opera d’arte rimuovendo la limitazione di tempo di utilizzo della copia.In pratica, se si scarica questo file, si potrà avere una copia perfettamente funzionante di Office 2010.<br />
Un colpaccio degno del migliore Arsenio Lupin se si pensa che Microsoft metterà in commercio la versione 2010 di <strong>Word, Excel, Power Point e Publisher</strong> non prima di luglio dell’anno corrente.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La polizia delle telecomunicazioni spiega i danni del P2P</title>
		<link>http://www.newsdelweb.net/la-polizia-delle-telecomunicazioni-spiega-i-danni-del-p2p/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 18:11:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo recenti ricerche coloro che risultano essere maggiormente a rischio dai pericoli di internet sono bambini e adolescenti, i quali molto spesso sono le vittime preferite di hacker  e criminali informatici. A tal proposito La Polizia delle Telecomunicazioni di Roma, ha pubblicato online alcune regole per evitare di incappare in truffe e altri trabocchetti presenti in rete.



Andrea Rossi, dirigente del Compartimento di Roma della Polizia Postali e delle Telecomunicazioni ha spiegato che i maggiori rischi si corrono effettuando l’accesso in siti come eMule, dove all’interno di essi, si trovano infinite ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-153" title="Polizia_comunicazioni" src="http://www.newsdelweb.net/wp-content/uploads/Polizia_comunicazioni.jpg" alt="Polizia_comunicazioni" width="220" />Secondo recenti ricerche coloro che risultano essere maggiormente a rischio dai pericoli di internet <strong>sono bambini e adolescenti</strong>, i quali molto spesso sono le vittime preferite di hacker  e criminali informatici. A tal proposito <strong>La Polizia delle Telecomunicazioni di Roma</strong>, ha pubblicato online alcune regole per evitare di incappare in truffe e altri trabocchetti presenti in rete.</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Andrea Rossi</strong>, dirigente del Compartimento di Roma della Polizia Postali e delle Telecomunicazioni ha spiegato che i maggiori rischi si corrono effettuando l’accesso in siti come <strong>eMule</strong>, dove all’interno di essi, si trovano infinite quantità di <strong>virus, trojan e malware</strong>: <em>Chi va in questi siti a cercare materiale video, ad esempio <strong>un film da scaricare</strong>, deve sempre tener presente che chi vuole far circolare in rete contenuti vietati dalla legge ovviamente non li chiama mai con il loro vero nome ed utilizza denominazioni fittizie. Può capitare, insomma</em> <em>anziché il film di Biancaneve ci si ritrovi nel computer foto e <strong>materiali pedopornografici</strong>, con il rischio di finire sotto inchiesta e di dover giustificare la presenza di certe immagini nella memoria del proprio Pc</em>.<br />
Rossi ha anche aggiunto che i siti di condivisione e di file sharing: <em>sono di per se perfettamente legali. Il problema sorge quando ci si scambia file protetti da copyright, <strong>violando così la legge</strong></em>.<br />
Il furto è scaricare gratuitamente file protetti da copyright in siti di file sharing, oppure il vero furto è comprare musicale legalmente a cifre che risultano essere da rapina? <em>Ai posteri</em> <strong>l&#8217;ardua sentenza.</strong></p>
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