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Se navighi su Internet ti licenzio

3 aprile 2010




“Ho ricevuto una raccomandata nella quale mi veniva contestato che in quella data avevo usato internet per motivi non inerenti al lavoro. Tutti noi utilizziamo la rete per cercare dati sui clienti che non sono in nostro possesso.

Quel giorno, però, mi ero collegato anche per un altro motivo: avevo notato una nuova icona sul computer, corrispondente a un programma chiamato UltraVnc, e volevo capire cosa fosse. Per questo ho fatto una ricerca su internet, e ho scoperto che si trattava di un sistema attraverso il quale l’azienda può controllare tutte le operazioni condotte dalle nostre postazioni. Un’iniziativa illegale che ho subito fatto presente alla supervisor del call center”. Questo è quello che è accaduto ad un dipendente pisano, reo di aver utilizzato Internet durante le ore di lavoro per scopi non propriamente attinenti all’attività lavorativa.
L’azienda si è così difesa: “Il provvedimento è scattato dopo tre lettere di richiamo, come previsto dalla procedura. Ed è stato un atto dovuto, perché possiamo testimoniare l’uso di internet da parte del dipendente per motivi assolutamente non legati all’attività aziendale. I nostri legali sono già al lavoro per controbattere a tutte le accuse”. Insomma, già a partire dal fatto che una azienda spia con costanza i suoi dipendenti si capisce che un po’ dittatoriale lo è.


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