Rolling Stone: la versione web diventa a pagamento
Rupert Murdoch a metà dello scorso anno aveva già reso pubbliche le su idee in merito alla fruizione dei contenuti appartenenti ai siti di sua proprietà. L’idea del magnate australiano ha ispirato, per così dire, i vertici della rivista Rolling Stone. Il famoso bimestrale musicale ha pensato bene di adottare la linea Murdoch applicando ai contenuti web del giornale un “pedaggio” per tutti coloro che volevano usufruirne.
Rolling Stone ha annunciato che questa settimana innalzerà un pay wall attorno agli articoli del suo nuovo sito online in un tentativo di monetizzare l’accesso dei lettori. La scelta della rivista risulterà essere pioneristica: si tratterà infatti della prima testata che farà pagare la consultazione dei materiali in rete ai propri utenti. Questo a favorito non poco la diffusione di malumori in tutti gli utenti abituati a consultare la versione 2.0 di Roling Stone.
Il pericolo che altre riviste possano seguire l’esempio di Rolling Stone (a sua volta influenzato dal pensiero del proprietario di Sky) è forte. Se le cose così fossero allora sarebbe molto probabile che si passi a preferire la versione cartacea: se si deve pagare qualcosa che almeno si possa toccare con mano, e che non sia solo immagazzinati nella memoria Ram del computer.
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