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Pirateria informatica: l’Italia tocca il 49%

13 maggio 2010


Campagne di sensibilizzazione, appelli di cantanti e quanto altro ancora è servito poco o nulla a fermare il fenomeno della pirateria online.
La Idc ha condotto una ricerca sulla pirateria nel mondo, portata a termine per conto della Business Software Alliance (una sorta di club per tutti i produttori di software). I dati inerenti al nostro paese parlano chiaro: un aumento non esponenziale dal punto di vista percentuale, infatti si è passati dal 48% del 2008 al 49% del 2009, ma parecchio rilevante se si controlla nello specifico gli euro persi da case discografiche e musicali. Infatti le perdite ammontano a 1,209 miliardi di euro.
La ricerca ha preso in esame 111 paesi, 19 di questi hanno subito una aumento della percentuale della pirateria informatica, 54 invece hanno visto diminuire i crimini legati al download di materiale protetto da copyright.
I paesi amici (per così dire) dei vari Emule e Bittorent sono: il Brasile, la Cina, l’India, il Bangladesh e lo Zimbabwe. A livello globale i paesi che si fanno notare per la loro legalità sono, Usa (con il 20%) Lussemburgo (21%) e Giappone (21%).
Sul versante europeo l’Italia si trova al secondo posto (a pari merito con l’Islanda) nella classifica dei paesi con che utilizzano maggiormente programmi p2p.



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