Marcia indietro sul Decreto Romani
Alla fine in popolo di Internet ce l’ha fatta. Il Decreto Romani non avrà a che fare con il web, non ci sarà alcun oscuramento preventivo delle informazioni, ne tantomeno si giudicheranno le tv sul web con le stesse regole delle televisioni tradizionali. In pratica il pericolo di attuazione di pesanti censure ai blog (i quali per diventare “legali”, dovevano essere registrati necessariamente come testate giornalistiche, secondo quanto riportato sulla norma), ai siti di streaming video come YouTube (dove non sarebbe stato più possibile caricare liberamente un proprio video), ai motori di ricerca (in questo caso in molti hanno paragonato il Decreto Romani alla censura su Google da parte della Cina) e ai siti di informazioni online (dove non sarebbe stato più possibile esprimere liberamente le proprie opinioni) è stato scongiurato.
In pratica sarà tutto come prima, l’AGCOM (Autorità garante delle comunicazioni) sorveglierà le attività sul web e, una volta rilevati illeciti, provvederà ad apportare sanzioni. Questa marcia indietro è attribuibile alle pesantissime critiche provenienti, non solo dal territorio nazionale, ma anche da numerosi esperti del web internazionali e da testate giornalistiche come il Time.
L’unico punto in cui il Decreto Romani resterà attivo riguarderà i servizi on demand. Non resta che capire se ci sarà un’ulteriore strategia in atto da parte del PDL.




























[...] indietro sul Decreto Romani 6 febbraio 2010 By admin Marcia indietro sul Decreto Romani | Le news del web sul web! Alla fine in popolo di Internet ce l’ha fatta. Il Decreto Romani non avrà a che fare con il web, [...]
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