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L’uso del p2p negli Usa cala del 25%

3 marzo 2010




Qualche settimana fa era stata diffusa la notizia di un calo dell’utilizzo dei programmi peer to peer in Italia. Ora, secondo uno studio diffuso da Russ Crupnick di NPD Group, il calo dei vari eMule, BitTorrent e Limewire ha preso piede anche negli Stati Uniti.

I sistemi di file saring, nel paese a stelle e strisce, sono diminuiti del 25% rispetto alle rilevazioni effettuate nel 2010; le cause di questo sensibile abbandono da parte degli utenti è dovuto principalmente a quattro ragioni: la prima riguarda una sorta di saturazione/soddisfazione degli utenti. In pratica i pirati informatici hanno scaricato talmente tanti file da non aver altro spazio per scaricarne altri o tempo per utilizzare quelli scaricati in precedenza.
La seconda ragione riguarda la consistente diffusione, all’interno dei file piratati, di malware e virus che fanno desistere gli internettiani a utilizzare programmi p2p.
La terza ragione è tutta incentrata sulla paura delle conseguenze dei download pirati. In molti preferiscono rinunciare a scaricare musica e film per non rischiare di incappare nelle sanzioni vigenti.
La quarta e ultima ragione è sicuramente la più recente, ma anche quella che in poco tempo si è diffusa rapidamente nei computer di tutto il mondo. Si tratta del servizio di condivisione file tramite lo streaming, il quale ha permesso di accedere ad una mole infinita di file con tutta facilità e velocità.


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