Geocities chiude. Quindici anni fa era il terzo sito più visitato
«Spiacenti, i nuovi siti Web GeoCities non sono più disponibili», così recita la home page di uno dei primi servizi nati su Internet, che ha fatto la storia e che dopo 15 anni è costretto a chiudere perchè non più alla moda.
Con l’era del web 2.0 e dei social network il terzo sito più visitato della seconda metà degli anni ’90 è costretto a chiudere. Dal 2000, infatti, i visitatori del popolare servizio sono calati drasticamente fino a quando Yahoo!, che acquistò Geocities nel 1999 per 3,5 miliardi di dollari, ha preso la drastica decisione di chiudere il servizio tra qualche giorno, precisamente il 26 Ottobre.
Geocities, che originariamente si chiamava Beverly Hills Internet, nacque nella silicon vallay californiana nel 1994 (4 anni prima di Google). Il servizio ebbe un enorme successo appena lanciato poichè permetteva agli utenti, in un periodo dove i motori di ricerca non erano affatto così precisi come oggi, di catalogare le pagine web; infatti, bastava andare sulla home di Geocities, digitare la città (Colosseum per gli sportivi, Hollywood per gli appassionati di cinema, ecc.) e si poteva navigare tra le pagine create da altri utenti oppure crearne delle nuove attraverso un editor molto rudimentale ma facile da usare.
Geocities è morto poichè non ha saputo adattarsi ai tempi e alle mode. Agli inizi del 2000 con l’avvento delle connessioni veloci ad internet si svilupparono molti siti che contenevano servizi chat e di video conferenza e materiale multimediale (video, immagini, musica…); il servizio mutò diverse volte ma Yahoo! offriva sempre meno opzioni (spazio, velocità) rispetto alla concorrenza, così, pian piano, tutti gli abitanti abbandonarono le città. Era tempo di cambiamenti: nascevano Internet Explorer, MSN Messenger, Google…
Il colpo finale è stato inflitto dalla concorrenza dei blog e social network, dove gli utenti possono comunicare molto più facilmente e velocemente.
Una storia fatta di trionfi e di una successiva lenta caduta; Geocities così è passata dal Nasdaq (con un valore di 3,5 miliardi nel ’99) al dimenticatorio.
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