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Facebook fa causa ai siti dei “suicidi virtuali”

10 gennaio 2010


Web 2.0 Suicide Machine e Seppukoo.com, questi i nomi dei sito che offrono la possibilità di “suicidarsi virtualmente”. I portali in questione consentono di cancellare il proprio account da Facebook in maniera irreversibile. Il servizio offerto prevede la cancellazione di tutto ciò che è stato inserito all’interno del proprio profilo: commenti, amicizie, fotografie, filmati ed altro ancora… insomma un vero e proprio harakiri per via telematica.

La società di proprietà di Mark Zuckerberg, una volta venuta a conoscenza di tale servizio, ha avviato le procedure legali per poter oscurare questi siti. Questo perché Facebook ha dichiarato che il suicidio virtuale offerto da Web 2.0 Suicide Machine e Seppukoo.com rappresenta una vera e propria violazione delle regole di utilizzo del famoso social network.
Facebook, contrariamente a quello che aveva stabilito qualche anno fa, consente di auto cancellarsi dal social network in tutta facilità. La cancellazione dell’account, può essere effettuata dal proprio profilo dopo aver fatto login e comporta automaticamente l’eliminazione del materiale precedentemente inserito nella propria pagina. Inoltre Web 2.0 Suicide Machine e Seppukoo.com, secondo il popolare social network, non rispettano le regole SRR (Statement of Right and Responsabilities).
Il servizio di suicidio virtuale consentito da Web 2.0 Suicide Machine e Seppukoo.com, non riguarda solo Facebook, ma anche con gli altri popolari aggregatori sociali, come, MySpace, Twitter, LinkedIn.



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