Facebook e Twitter riducono la produttività aziendale
Torna alla ribalta il dibattito sull’opportunità di bandire o meno l’accesso ai social network ai lavoratori delle aziende, un dibattito molto accesso vista la popolarità che siti come Facebook e Twitter possiedono. Secondo la società di consulenza IT statunitense Morse, i Social Network costano alle aziende qualcosa come 2,25 miliardi di dollari all’anno in termini di mancata produttività.
Dal punto di vista legale le aziende hanno il diritto di impedire ai propri dipendenti l’utilizzo dei Personal Computer per motivi personali, e non sono rari i casi in cui è stato limitato l’accesso aziendale a Facebook e Twitter. Il problema nasce quando l’impresa basa parte del proprio business sui social network, in quel caso limitare gli accessi significherebbe vedersi ridurre opportunità di mercato non indifferenti. Lyn Mettler, fondatore di Step Ahead, società che realizza campagne di marketing sui social media, sottolinea che è inaccettabile che i dipendenti navighino per scopi personali su internet in orario lavorativo, ma che tuttavia la rete internet può aiutare molto in ambito lavorativo.
Oltre a Facebook e Twitter, a far paura ai datori di lavoro sono i nuovissimi social games, che sono contenuti negli stessi social network o in siti specializzati. Giochi come FarmVille, Pet Society e Restaurant City sono diventati molto popolari fra i lavoratori, che anche in questo caso utilizzano le ore lavorative per i propri svaghi.
Senza ombra di dubbio è la rete internet in generale che distrae il lavoratore, e non è il blocco di un singolo sito o un gruppo di siti il metodo giusto per aumentare in maniera incisiva la produttività. È ovvio che siamo di fronte ad un’assenza di educazione e di responsabilità del lavoratore, che l’azienda dovrebbe inculcare senza metodi di coercizione.
Giuseppe Raso




























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