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Ancora perplessità sul decreto Romani

2 febbraio 2010




Le polemiche su decreto Romani proseguono senza sosta. Questa volta ad esprimere la perplessità sulla legge che potrebbe modificare – in peggio – l’informazione su Internet è Corrado Calabrò, presidente  dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. “Un filtro generalizzato su internet da una parte è restrittivo, come nessun paese occidentale ha mai accettato di fare, dall’altra è inefficace perché è un filtro burocratico a priori”. Questo pensa Calabrò sul decreto Romani.

Ricordiamo che il decreto, nel caso in cui fosse approvato, modificherà radicalmente il modo di comunicare notizie sul web; apportando notevoli restrizioni  anche ai blog e ai social network.
Aggiunge il presidente dell’Agicom che: “Il problema di internet esiste non è un problema che si è inventato Romani, però non è un caso che nessun paese occidentale abbia adottato la soluzione Romani. Un intervento ex post nel caso un sito delinqua è necessario e dovuto, ma un filtro ex ante è non solo una cosa puramente burocratica, poichè non sappiamo se il sito delinquerà o no, ma non tiene neanche conto del fatto che i siti internet sono come la testa dell’Idra, ne chiude uno e se ne apre un altro”.
Giovedì il decreto passerà in esame dalle commissioni parlamentari competenti, che verificheranno la reale necessità della regolamentazione prevista da Romani.


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