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Anche gli Stati Uniti contro l’appropriazione dei dati delle reti wireless da parte di Google

17 giugno 2010


Torna a far parlare il “danno” combinato da Google qualche mese fa. Il motore di ricerca aveva ammesso di aver rubato i dati delle reti wireless presenti nel tragitto della Google car (l’auto che scatta foto alle strade per il servizio street view), la cosa non è piaciuta per niente ai paesi europei tanto che l’azienda di Mountain view si è vista recapitare una valanga di lettere di protesta (anche dei capi di stato del vecchio continente).     
Dopo l’Europa è stata la volta dell’Australia, anche in questo caso si è ripetuta la medesima procedura (che, lo ricordiamo, oltre alla schedatura delle reti wireless presenti sul territorio, Google ha raccolto tutti i dati presenti nei router privi di password di accesso), con le conseguenti proteste da parte di politici e popolazione.       
Il detto dice “non c’è due senza tre”, ed ecco che la brillante idea di Google ha fatto infuriare anche gli Stati Uniti. Ha parlare dell’accaduto ci ha pensato Richard Blumenthal, procuratore generale del Connecticut: “Violare le legittime aspettative di privacy da parte di proprietari di case e aziende è una problematica straordinariamente seria, e vogliamo tutta la verità quanto più presto possibile. In questo momento stiamo facendo domande ma francamente alcune delle risposte ricevute finora hanno aggiunto altre domande che abbiamo fatto all’azienda”. Si prospettano guai seri per il motore di ricerca più famoso al mondo.


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