10 motivi per cancellarsi da Facebook
Dan Yoder, stanco dello strapotere della creatura di Mark Zuckerberg, ha pensato bene di stilare una classifica dei dieci motivi per cui vale la pena andare via da Facebook.
Partiamo con la prima ragione: i termini di servizio non sono convenienti. Qualunque cosa venga postata sul social network è di proprietà della società, la quale può decidere cosa farne anche dopo la cancellazione dell’utente.
Seconda ragione: Mark Zuckerberg non è proprio uno stinco di santo. In passato ha utilizzato indirizzi email e password di alcuni utenti per screditare la concorrenza e ha versato 65 milioni di dollari a un suo ex compagno di scuola che reclamava la paternità del progetto.
Terza ragione: la totale noncuranza della privacy degli utenti. Quarta ragione: ogni volta viene creata una Api, Facebook, fornisce tutti i dati dettagliati degli utenti agli sviluppatori. Quinta ragione: il social network tiene a bada alcune gole profonde (che conoscono magagne inerenti alla privacy degli utenti) con minacce legali. Sesta ragione: non è solo Facebook a possedere i dati sensibili degli utenti, ma anche tutti coloro che sviluppano applicazioni. Settima ragione: la mole di spam e phishing è abbastanza sospetta, che sia lo stesso Facebook a tramare dietro gli utenti? Ottava ragione: se si vuole andare via dal social network la procedura non sarà così semplice come previsto. Per la cancellazione totale di dati e tag bisognerà ricorrere ai programmi non ufficiali presenti in rete. Nona ragione: nonostante i proclami, si tratta essenzialmente di una piattaforma chiusa a riccio, sia verso gli utenti nella gestione delle informazioni che nei confronti degli standard che regolano il Web. Decima ragione: Facebook è diventato noioso, l’esaltazione e la novità suscitata dalla piattaforma è andata via via scemando.
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